
I
tagli agli incentivi per le energie rinnovabili e, in particolare, al settore fotovoltaico, dopo l’Italia e la Germania raggiungono anche l’
Inghilterra. Il ministro dell’Energia britannico
Greg Barker, ha annunciato che il duro taglio al settore fotovoltaico è una misura urgente necessaria ad arginare la forte espansione del settore, a discapito di altre fonti di energia rinnovabile. Lo scompenso creato necessita delle contro misure che possano nel breve periodo bilanciare l'intero sistema.
L’obiettivo del governo inglese, dopo un’attenta analisi sul boom degli
impianti solari, è chiaro: arginare l’eccessiva richiesta di pannelli solari per evitare che il sistema venga condizionato e sbilanciato soltanto da una delle fonti di
energia rinnovabile, il fotovoltaico. Il trend esponenziale di crescita registrato in tutta Europa, ha fatto registrare nel solo mese di settembre in Inghilterra ben
16.000 installazioni, il doppio di quelle del mese di giugno, per una capacità totale di 400 MW, generati da più di 100.000 impianti domestici.
La richiesta quindi di impianti fotovoltaici, cinque volte superiore a quella di due anni fa, sta facendo registrare nel regno Unito un trend di crescita decisamente esponenziale. Il peso di una tale
crescita continuativa, avrebbe gravato sulle tasche dei cittadini inglesi, che entro il 2014-2015, per via delle tariffe del “feed-in-tariff”, solo per il mercato fotovoltaico in Inghilterra, avrebbero dovuto sborsare
980 milioni di sterline all’anno.
"Benché adattarsi alle nuove tariffe costituirà una grande sfida per molte imprese del comparto – si legge nel
comunicato stampa –
questa iniziativa del governo non giungerà inaspettata per l’industria del settore, che nell'ultimo anno ha visto una grande caduta dei costi e un forte aumento del tasso di rendimento". Nonostante queste dichiarazioni, il taglio incentivante alle tariffe, che verrà applicato dal
1 aprile 2012 alle nuove installazioni fotovoltaiche, ha già causato malumore all’interno delle associazioni, che hanno annunciato
azioni legali.
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