
Questi mesi hanno segnato il momento storico più critico per il settore delle rinnovabili in Italia. Nonostante le tante promesse fatte dal governo, il
quarto conto energia sulla revisione degli incentivi tarda ancora a delinearsi come decreto.
Incertezze e slittamenti hanno causato uno stato di agitazione fra le associazioni operanti nel settore fotovoltaico, tanto da sollecitare altre richieste al Governo in modo che si acceleri il processo e si approdi ad una decisione finale.
Per evitare il crollo del livello di sviluppo e occupazionale del settore fotovoltaico, già messo in crisi dalla nuova linea di Governo, le associazioni chiedono la
rivalutazione del settore rinnovabili come scelta strategica per l’autonomia dalle fonti fossili.
In particolare, il Quarto Conto Energia dovrebbe essere rivalutato come risorsa per un settore già abbastanza sviluppato, chiedendo nello specifico la tutela degli investimenti già avviati dalle imprese, per assicurare il mantenimento delle tariffe del Terzo conto energia fino alla fine dell’anno. La richiesta degli addetti del settore prevede anche, nello specifico, l’eliminazione, almeno sino al 2020, del
tetto massimo di megawatt installati e la riduzione del taglio del 20% sugli incentivi previsto entro il 2012.
In ogni modo ieri a Roma è stato indetto il primo sciopero nazionale - indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e ribattezzato
Solar Day. Nel pomeriggio il movimento SOS Rinnovabili ha programmato un sit-in di protesta a Piazza Montecitorio.
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